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18 aprile 2013

LINDA LANZILLOTTA FOR PRESIDENT

LINDA LANZILLOTTA E' LA CANDIDATA GIUSTA PER IL QUIRINALE.

Questa sarebbe l'occasione di onorare le donne, come si va dicendo da tempo, e non sto a fare per Linda Lanzillotta il curicula, che ho già scritto
ieri e l'altro ieri, su Facebook ,dei valori per cui ritengo abbia tutte la  caratteristiche per succedere a Giorgio Napolitano.

Dico a Bersani:

da quando sei segretario del nostro partito, abbiamo sempre diminuiti i nostri consensi, hai fatto i flop delle primarie a Genova con due PD, a
Napoli un camorrista, a Milano col fioretto contro un carro armato. Hai preso il partito al 33% e ora è al 26, Dopo tutto questo, fai almeno
una cosa giusta e di buon senso.
Non spiacerebbe a Berlusconi , anche se a questo punto non interessa più nulla, ma è una persona che, ha in se tutti gli attributi per fare l'alta politica alla pari, e, di mantenere per il Quirinale quell'APPIL che il grande Giorgio Napolitano ha saputo dargli.
Non sarebbe certo persona disposta a fare il notaio sapendo quanto  fine sua la sua conoscenza e competenza istituzionale, quanto sia adeguato al ruolo il suo carattere tranquillo ma dinamico.
Pier Luigi Bersani! Fai contente le donne italiane e dacci una Presidente della Repubblica degna di questo appellativo, spiazza tutti quanti i grandi elettori e vedrai che convergeranno su quel nome, prima della quarta votazione. Questo è il momento buono
di dare al paese, con l'autorità di chi ha vinto le elezioni (in democrazia vince chi prende un voto più di tutti gli altri),una figura di cui il paese abbia di che essere orgoglioso.


13 aprile 2013

EXIT STRATEGY CON SAGGEZZA

Moncalieri lì 14 aprile. 2013

Da prima li ha richiamati, poi li ha incalzati, dopo li ha quasi pregati. Ma loro no! Non si capisce se abbiano fotto gli “gnorry” o i sordi, fatto sta che la riforma della legge elettorale non si e fatta e la stessa ci ha dato l'inghippo istituzionale che tocchiamo con mano oggi.

Così, un pò miserevolmente termina un settennato di tutto rispetto che, Giorgio Napolitano ha saputo gestire in modo alquanto gagliardo, peccato, i cittadini di buon senso speravano che finisse diversamente,in modo positivo, ma questo è, e, le cause hanno nome e cognome:

Da destra l'obiettivo principale era difendere il capo indiscusso, e, cambiare la legge elettorale avrebbe comportato Per il Cavaliere di Arcore perdere una parte consistente dei suoi pretoriani,senza la lista bloccata molti di loro non sarebbero stati eletti,e questo Berlusconi lo sapeva e ha fatto di tutto per impedire la riforma.

Dal centrosinistra c'è stata una ventata di dilettantismo politico, da parte di chi, è in Parlamento da 4 o 5 legislature, da fare paura. Abbiamo assistito alla più sciatta delle risposte che si possano dare a una proposta offerta, da una maggioranza ad una opposizione, gridata ai 4 venti: “La maggioranza ha tradito la trattativa sulla riforma costituzionale, per cambiare la legge elettorale e ridurre il numero dei parlamentari. Noi ci ritireremo sull'Aventino se la maggioranza propone il Presidenzialismo”. Ancora una volta i maggiorenti del PD al senato, principalmente la capogruppo Finocchiaro (nota per le sue posizioni veterocomuniste),hanno fatto salire il loro partito “sul promontorio della paura”, invece di inchiodare alle loro responsabilità, i proponenti del Presidenzialismo.

Se avessero accettato di discutere quella proposta ,oggi forse, avremmo già la legge elettorale a doppio turno, saremmo andati a votare alla scadenza naturale della legislatura, e avremmo eletto il Presidente della Repubblica, successore di Napolitano, a suffragio universale, senza i mercanteggiamenti e bizantinaggi di questi giorni, come avviene in tutti i paesi normali.

Non avremmo assistito all'escamotage dei “saggi”, vera e propria EXIT STRATEGY di Napolitano, per dire alla nazione: -Io più di tanto non posso fare, quindi al mio successore le opportune decisioni-.

Nulla hanno detto di nuovo i saggi, sia sotto il profilo economico, e , ancor meno sotto il profilo istituzionale. “Di ben altro ha bisogno il paese per risollevarsi” , economicamente ,moralmente e socialmente.

Piaccia o no, è giunto il momento di una svolta istituzionale radicale, profonda, incisiva.

La Repubblica Parlamentare è morta e nulla più la farà risuscitare e a questa condizione data  di continuo marasma, chi verrà ad investire nel nostro paese? Quale potrà mai essere l'investitore estero che, pur riconoscendo le capacita ,la fantasia, know how e gli skil che Italia può offrire, vorrà rischiare i suoi quattrini in un contesto istituzionale inaffidabile?

Purtroppo nessuno è più sordo di chi non vuole sentire!! Gli strilli non sono uditi la dove dovrebbero esserlo (il raglio dell'asino non arriva al cielo), anzi ai due sordi precedenti se n'è aggiunto un terzo che lo è ancora di più!!!

Giuseppe Trevisani: militante PD, Circolo di Moncalieri (To)



8 aprile 2013

Bersani ha ragione

No! Non è vero!! Bersani ha ragione da vendere,e la elezioni non sono lo sbocco unico di questa situazione. Con Berlusconi non si può e non si deve trattare. Non si tratta con chi impone degli out-out- O governissimo, con ministri nostri, o elezioni a giugno- Questo è un ricatto!!! E con i ricattatori non si tratta. Non si deve trattare con chi ha umigliato, vituperato, vilipeso e offeso la Costituzione. Non si tratta con chi dice di fare il bene della nazione ,poi se si leggono gli 8 punti che propone, ci si accorge che, nascondono solo e soltanto demagogia e interessi di bottega, peggio ancora, una riforma della giustizia che metta il padrone del PdL al riparo dalle sue responsabilità giudiziarie.

Bersani ha ancora una carta da giocare -Il governo di minoranza- Lo scrivo con la Costituzione in mano: (art 93- Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obligo le dimissioni). Il che significa che, il governo che non ottiene la fiducia di una delle due camere può operare regolarmente.

Qualora i provvedimenti importanti non ottengano l'approvazione del Senato, dove non abbiamo la maggioranza, si può ricorrere alla dmocrazia diretta, mediante referendum. Un pò di quest'ultima non ci farebbe male.

Le elzioni le ha vinte il PD,a poco serve dire-vinte per poco, al Pd spetta fare il governo.

Al PdL gli si pupo concedere di partecipare alla convention per le riforme,se vuole, niente più.

In quanto ad andare al voto deciderà il nuovo inquilino de COLLE. In quanto a noi e al nostro partito (PD), ci si metta la cera nelle orecchie e si lasci che, le sirene berlusconiane, continuino a cantare.
30 marzo 2013

IL PRESIDENTE NAPOLITANO HA TOLTO L'ITALI DALL'ULTIMA SIAGGIA: PER ORA:


Bene signor Presedente della Repubblica, grazie per quello che fa per il paese. La strada imboccata per sbloccore l'inghippo e buona. Non e quella che ho invocato questa mattina, meno radicale, più morbida e praticabile senza traumi istituzionali. Due commissioni che studiano possibili soluzioni per dare un govrno all'insegna del cambiamento istituzionale e politico gestionale, sarà certamente un buon vitico per il paese.
Bisogna pero dare il chivalà al PdL che, dice "si però", come sua abitudine di porre condizioni aleatorie e/o pregiudizialilogoranti per alimentare scontri con gli avversari politici.
Anche, al "Bonzo" Crimi, bisugna dire di non gongolare troppo e di non attribuirsi meriti che non ha.
Benvenuti sulla terra "Grillocentrici", ma teneti piedi ben appoggiati al suolo, ancora non avete fatto nulla di buono, il paese sta aspettando di vedere la vostra sbandierata statura politicoamministrativa.                      
Sappiate che , il PD chiede di aiutare le imprese soffocate dal mancato credito e dai crediti della PA, da molto prima che voi faceste la vostra apparizione al Parlamento e al Senato!! Quindi datevi una regolata!


30 marzo 2013

ITALIA AL BIVIO: ULTIMA SPIAGGIA

OGGI 30 Marzo 2013: MATTINO DELL'ULTIMA SPIAGGIA.
Dopo l'ultima piccola pausa di riflessione, il Presidente Napolitano deve sciogliere il rebus nel quale si trova il paese. Egli è difronte ad un bivio che porta a due scenari, uno catastrofico , l'altro durissimo, ma di piccola fragile speranza,poichè nessun governo sarà in grado di sbloccare e rimuovere i macigni che la sciatteria politica ha messo sulla strada delle istituzioni.
PRIMO SCENARIO: Se Napolitano desse le dimissioni ora il paese si sfascierebbe sia istituzionalmente che territorialmente, il Nord chederebbe l'indipendenza e sia pure a malincuore la stragrande maggioranza dei suoi cittadini accetterebbe passivamente questa soluzione.
SECONDO SCENARIO: Napolitano alle 10 DECRETA LA PATRIA IN PERICILO. Chiude le camere e manda a casa tutti i neo eletti Senatori e Deputati. Riunisce intorno a se una commissione di accademici "costituzionalisti", stabilisce di stre in carrica ancora per 6 mesi, impone ai costituzionalisti di studiare una riforma della Costituzione, in senso Presidenzialista e Federalista, con contemporanea riforma elettorale a doppio turno (per spazzare via i bizzabtinismi post elettorali che sappiamo), sia per l'elezione diretta del Capodello Stato con ruolo di capo del governo che per l'lezione di Deputati e Senatori del Senato Federale, da promulgare in capo a tre mesi.
Alla scadenza del 5° mese, indice le elezioni e alla fine dei 6 mesi si dimette e da inizio alla TERZA REPUBBLICA.
Non è fantapolitica questa,ma è l'unica strada che lItalia, la nostra ITALIA, ha per salvarsi dal disastro della dissoluzione.

29 gennaio 2013

La campagne elettorale e dovere di verità

Ma la campagna elettorale ha forse sospeso il dovere di verità dei partiti?
Tutti i maggioirenti politici uscenti e candidati al prossimo turno se ne vengono fuori con farsi di questo tipo:-In campagna elettorale si dicono tante cose...., siamo in campagna elettorale quindi....- Come se sia lecito fare invenzioni o manipolare numeri e fatti a proprio piacimento per fini propagandistici. Isomma, tentare di circuire i cittadini elettori, tutti, pur sapendo che, la stragrande maggioranza ha capacità intellettuale e cultura per non cadere nella trappola propagandistica, e che solo una parte marginale ci casca, per svariati motivi, ed è proprio quella parte marginale, che "conta" e fa la differenzaa,  alla quale, i suddetti maggiorenti, si rivolgono.
Anche Monti si è messo sul sentiero di quel tipo di propaganda?
A prestare attentenzione ai risultati ottenuti dalle misure "lacrime e sangue" imposte al paese si direbbe di NO, perchè: In primo luogo Monti ha il polso delle risorse incamerate: La rata a saldo dell'IMU e scaduta il 17 dicembre e i dati definitivi, li ha avuti in mano un mese dopo, sono stati migliori delle previsioni di un paio di MLD €. Se le cose stanno così, perchè non ridurre quel gettito al livello previsto, mediante detrazione ulteriore detrazione per fare un bene ai contribuenti?, Sarà poca cosa ma qeulla riduzione andrà ad aumentare leggermente la domanda interna.
Questa comprssione dell'IMU, la vuole fare anche Bersani e tutto il PD, quindi dove sta la sorpresa o l'incoerenza?
Sembrerebbe che, le altre tasse che Monti intende ridurre valgano 30 MLD € alla fine cinque anni, quindi, a crescere dall'anno in corso, perchè: Conosciuto l'effetto della terapia d'urto è sicuramente possibile fare una serie di aggiustamenti nel tempo, in modo da "lenirne" un tantino i colpi duri che i contribuenti hanno ricevuto, contemporaneamente spostare un pò di MLD a sostegno della domanda interna, che si trasformerà in crescita.
Oggi Monti sa per certo quanto ha risparmiato con il blocco delle rivalutazioni (ISTAT) sulle pensioni, quanto ha incassato con il "massacro" degli aumenti delle accise sui carburanti,quale è stato l'introito del punto in più dell'IVA.
Siccome i governi, quando preparano incrementi di tasse,valutano sempre e comunque, qualunque sia il loro colore, gli introiti con ampi margini di sicurezza , in modo particolare se sono pressati da condizioni di agire in fretta, non stupisce che, chi le misure le ha fatte e gestite, dopo dodici mesi dall'applicazione, abbia il polso per prevedere alcuni aggiustamenti, al dilà di un quit di propaganda, annunciandoli.
Consiglierei quindi ai maggiorenti del mio partito (PD) di non sbertucciare o prendere alla leggera le affermazioni del professore, anzi alla luce dei numeri, di farle proprie, e di distinguere bene ciò che è propaganda elettorale da ciò che può essere un proposito percorribile.


24 gennaio 2013

Velietà e pianificazione alla crescita.

L'artico di Marro, "Corriere della sera" oggi da conto e descrive il "piano per il lavoro" di CIGL che tra domani e sabato sarà presentato a Bersani ,Tabaci, Vendola e Barca, descritto su un'ottantina di slide con grafici ed enunciazioni, tra le quali spiccano due o tre notizie(o veglietà)che fanno dubitare si tratti di "LIBRO DEI SOGNI o SOGNO DI UNA TRAPPOLA PER IL PD":
Incremento, già nel 2013, del PIL 1,6 a ridursi a 1% in tre anni, girandola di migliardi dirottati da un impiego alltro, incrementi dell'occupazione nell'Amministrazione Pubblica... eccetera. Il tutto da farsi tramite una "patrimoniale e la lotta all'evasione fiscale". Si parla di 80 MIL in 3;5 anni,in un'altro capitolo si parla di 40 MLD sottraendone 10 alle imprese deecotte dello Stato e altro ancora, che francamente c'è da parafrasare Monti a "ballaro".

Ma come se fosse una corsa tra chi è più sollecito nella pianificazione di una via da intrapprendere per uscire dalla crisi, anche gli industriali dicono la loro, con un piano quinquennale di crescita e sviluppo.

Le basi sulle quali la crescita che la presidenza di Confindustria propone al paese su cosa poggiano? Certamente su un incremento del debito pubblico,perche:
-Pagare subito alle imprese in credito verso lo stato o gli enti pubblici per 48 mld € è possibile farlo fare solo alla cassa Depositi e Prestiti, che è un ente finanziario di deposito risparmi dei risparmiatori, e se lo Stato usa quei risparmi li deve ascrivere nel libro dei debiti.
-Tagliare dell'8% il costo del lavoro. Qui ci sono due strade, l'una ridurre le tasse e/o i contributi sul lavoro, oppure ridurre, del pari 8%, le buste paga. Chi conosce una terza via me la spieghi!
-Cancellare l'IRAP? Con cosa finanziamo poi le sanità pubblica, con altro Debito Pubblico?
- Riduzione IRPF sui reddditi bassi. Anche qui con cosa si ripiana il mancato intrito dello Stato di quel 3% passando dal 23 al 20% per i redditi da 15000€ in giù? Essendo questi redditi milioni si tratterebbe di un mancato gettito per una decina di MLD.
Aumentare di 40 ore anno l'orario di lavoro, sia pure pagate il doppio, sarebbe comunque un'inezia, che decurterebbe solo qualche migliaia di posti di lavoro al mercato, ma non avrebbe effetti significativi sulla domanda di consumi dei lavoratori ne suulla produzione industriale.
-Aumentare del 50% gli invstimenti in infrastrutture. Oggi detti investimenti sono pressochè fermi, quindi aumentare ciò che è vicino allo zero e/o quasi a fermo costerebbe abbastanza poco.
Con questa spaparanzata di "velietà" il sindacato di Viale dell'Astronomia ci viene a dire che avremo vantaggi meravigliosi in cinque anni:-crescita del 3% ,156 MLD di PIL in più, 2 millioni di posti di lavoro, 39% d'incremento dell'esportazioni e ,dulcis in fundo il debito Pubblico ridotto al 104% del PIL, ben 22 punti percentuali rispetto all'attuale 126%.
Bah, chissà, forse che il sig. Squinzi possiede una bacchetta magica tenuta nascosta nel cassetto della sua scrivania?
Noi comuni mortali, per non parafrasare M.Monti a “Ballarò” siamo buoni e bravi, ma non cretini!!


21 gennaio 2013

Patrimoniale si, patrimoniale no

 Una'imposta patrimoniale su quel 10% che detiene il 45% della ricchezza nazionale ( posto che ciò sia vero)sarebbe cosa dovuta all'altro 90% che ne detiene il solo 55%.
Detto questo però: Vorrei far notare che quella scelta sarebbe una "gatta da pelare" che, qualora andasse in porto un provvedimento legislativo di quel tipo sarebbe, poca cosa se fatto come nuova tassa "perenne", un pò di respiro se fatto "una tantum", ma in entrambi i casi i risultati arriverebbero in la nel tempo e con una situazione ulteriormente aggravata. Per altro verso invece è indispensabile, se si vuole avviare la crescita, aumentare la domanda di consumi interni mediante un incremento della capacità di spesa delle famiglie. Ma come fare per dare un pò di soldi alle famiglie? Dati i vincoli al momento,l'unico modo sembra quello di dirottare parte dei costi correnti della Pubblica Amministrazione e delle pensioni superiori ad un certo tetto:
_Pubblica mministrazione: Via le province ,aggregazione dei comuni in Dipartimenti Territorriali, efficentamento dei ministeri e loro sedi staccate. Messa in mobilità lunga degli impiegati in esubero o/e comunali a 900€/mese, come tutti gli altri lavoratori, nessuno sarebbe ridotto sul lastrico e al contempo si risparmierebbe la differenza di "costo" degli stipendi pieni.
_Pensionati: Riduzione degli assegni pensionistici "superiori" a 5000€/mese netti. Un assegno pensionistico maggiore, della cifra indicata di 5000€/Mese, è tale perchè durante la vita lavorativa lo stipendio è stato superiore di un buon 30%, e dovrebbe aver messo il beneficiario(se non ha fatto la cicala)con i piedi al caldo per la sua vecchiaia, quindi anche in questo caso nessuno soffrirebbe più di tanto.
Ora un'operazione così fatta darebbe la possibilità di distribuire ai pensionati da 600€/mese un centinaio di € in piu e, dato che questi sono milioni, l'incremento di domanda si farenbbe sentire, al contempo si potrebbero ridurre l'imposizione fiscale suoi redditi medio bassi e farsì che le buste paga crescano, a beneficio della domanda, senza incidere sui delicati equilibri della competitività o altro. Diversamente la crescita continuerà a restare una chimera,buona per propaganda elettorale e niente più.


19 dicembre 2012

In Italia.........Niente di nuovo.

Le lobby comunali e provinciali, (tanto tuonarono.....che piovve) tra un piagnisteo euna minaccia hanno avuto l'ascolto che volevano. 1250Milioni,ne volevano di più, ma meglio questi che niente.
Qesti "MINISAURI"(piccoli sauri che, durante il Giurassico, spigolavano tuto ciò poteva essere da loro divorato) hanno messo in moto le loro lobby e alla fine l'hanno spuntata. In cambio di cosa? Ma di nulla ,naturalmente, e diche altro?
Quindi, nulla di nuovo per il prossimo anno,tutto resterà come questo che sta per finire.
Le province continueranno a d esserci tutte e ad essere inutili com e sempre, no! Anzi, deleterie. Lauti stipendi a presidenti ,assessorei e consiglieri,consulenze sulle poche attività date ad amici degli amici, edifici scolastici in decadenza e non a norma, Strade con le ebacce che invadono le strade e così via.
I comuni,8100 una enormità di amministrazioni che amminisrtrano i piccolissimi: Sotto i 5000 abitanti che sono 5023 ( 1072 solo in  Piemonte), mentre sono 2385 sono quelli tra i  medi e grandi e solo 14 i grandissimi con più di 250 mila abitanti. Una così fatta poòverizzazione che oltre a non esssere controllabile costituisce un formidabile delta  di risorse disperse in un intreccio di rivoli da mettera paura ad un contabile che si acciongesse al loro conteggio.
Questo apparato amministrativo comunale, residuo medioevale che pèroprio per le sue dimensioni con l'avvento delle tecnologie informatiche, almeno per i 5023 con meno di 5000 abitanti, e passato dalla penna d'oca a quella a sfera, ma ingoia una montagna di danaro e come se non bastasse ora la legge di stabilità assegna un'ulteriore quota di danari di 1250 milioni di € pari a 20€ circa per ogni abitante dell'intero paese ( da spartire tra province e comuni). Per intenderci pero ci si deve chiedere paradossalmente :-Ma se 1250 Mil venisse dati ai comuni in funzione del loro numero di abitanti, quanto riceverebbero e cosa potrebbero fare quelli con meno di 5000 anime con meno di 100 mila € se non fare spese superflue?
Ecco, questa è una delle tante miserie del paese Italia dove le congregazioni come ANAI e UPI sono potentissime e in grado d'instaurare veri e propri ricatti (come abbiamo potuto sentire dai responsabili qualche tempo fa) per soddisfare le amministrazioni ,veri e propri pozzi senza fondo,

Le lobbi comunali e provinciali, (tanto tuonarono.....che piovve) tra un piagnisteo euna minaccia hanno avuto l'ascolto che volevano. 1250Milioni,ne volevano di più, ma meglio questi che niente.
Qesti "MINISAURI"(piccoli sauri che, durante il Giurassico, spigolavano tuto ciò poteva essere da loro divorato) hanno messo in moto le loro lobbi e alla fine l'hanno spuntata. In cambio di cosa? Ma di nulla ,naturalmente, e diche altro?
Quindi, nulla di nuovo per il prossimo anno,tutto resterà come questo che sta per finire.
Le province continueranno a d esserci tutte e ad essere inutili com e sempre, no! Anzi, deleterie. Lauti stipendi a presidenti ,assessorei e consiglieri,consulenze sulle poche attività date ad amici degli amici, edifici scolastici in decadenza e non a norma, Strade con le ebacce che invadono le strade e così via.
I comuni,8100 una enormità di amministrazioni che amminisrtrano i piccolissimi: Sotto i 5000 abitanti che sono 5023 ( 1072 solo in  Piemonte), mentre sono 2385 sono quelli tra i  medi e grandi e solo 14 i grandissimi con più di 250 mila abitanti. Una così fatta poòverizzazione che oltre a non esssere controllabile costituisce un formidabile delta  di risorse disperse in un intreccio di rivoli da mettera paura ad un contabile che si acciongesse al loro conteggio.
Questo apparato amministrativo comunale, residuo medioevale che pèroprio per le sue dimensioni con l'avvento delle tecnologie informatiche, almeno per i 5023 con meno di 5000 abitanti, e passato dalla penna d'oca a quella a sfera, ma ingoia una montagna di danaro e come se non bastasse ora la legge di stabilità assegna un'ulteriore quota di danari di 1250 milioni di € pari a 20€ circa per ogni abitante dell'intero paese ( da spartire tra province e comuni). Per intenderci pero ci si deve chiedere paradossalmente :-Ma se 1250 Mil venisse dati ai comuni in funzione del loro numero di abitanti, quanto riceverebbero e cosa potrebbero fare quelli con meno di 5000 anime con meno di 100 mila € se non fare spese superflue?
Ecco, questa è una delle tante miserie del paese Italia dove le congregazioni come ANAI e UPI sono potentissime e in grado d'instaurare veri e propri ricatti (come abbiamo potuto sentire dai responsabili qualche tempo fa) per soddisfare le amministrazioni ,veri e propri pozzi senza fondo,

Le lobbi comunali e provinciali, (tanto tuonarono.....che piovve) tra un piagnisteo euna minaccia hanno avuto l'ascolto che volevano. 1250Milioni,ne volevano di più, ma meglio questi che niente.
Qesti "MINISAURI"(piccoli sauri che, durante il Giurassico, spigolavano tuto ciò poteva essere da loro divorato) hanno messo in moto le loro lobbi e alla fine l'hanno spuntata. In cambio di cosa? Ma di nulla ,naturalmente, e diche altro?
Quindi, nulla di nuovo per il prossimo anno,tutto resterà come questo che sta per finire.
Le province continueranno a d esserci tutte e ad essere inutili com e sempre, no! Anzi, deleterie. Lauti stipendi a presidenti ,assessorei e consiglieri,consulenze sulle poche attività date ad amici degli amici, edifici scolastici in decadenza e non a norma, Strade con le ebacce che invadono le strade e così via.
I comuni,8100 una enormità di amministrazioni che amminisrtrano i piccolissimi: Sotto i 5000 abitanti che sono 5023 ( 1072 solo in  Piemonte), mentre sono 2385 sono quelli tra i  medi e grandi e solo 14 i grandissimi con più di 250 mila abitanti. Una così fatta poòverizzazione che oltre a non esssere controllabile costituisce un formidabile delta  di risorse disperse in un intreccio di rivoli da mettera paura ad un contabile che si acciongesse al loro conteggio.
Questo apparato amministrativo comunale, residuo medioevale che pèroprio per le sue dimensioni con l'avvento delle tecnologie informatiche, almeno per i 5023 con meno di 5000 abitanti, e passato dalla penna d'oca a quella a sfera, ma ingoia una montagna di danaro e come se non bastasse ora la legge di stabilità assegna un'ulteriore quota di danari di 1250 milioni di € pari a 20€ circa per ogni abitante dell'intero paese ( da spartire tra province e comuni). Per intenderci pero ci si deve chiedere paradossalmente :-Ma se 1250 Mil venisse dati ai comuni in funzione del loro numero di abitanti, quanto riceverebbero e cosa potrebbero fare quelli con meno di 5000 anime con meno di 100 mila € se non fare spese superflue?
Ecco, questa è una delle tante miserie del paese Italia dove le congregazioni come ANAI e UPI sono potentissime e in grado d'instaurare veri e propri ricatti (come abbiamo potuto sentire dai responsabili qualche tempo fa) per soddisfare le amministrazioni ,veri e propri pozzi senza fondo,

Le lobbi comunali e provinciali, (tanto tuonarono.....che piovve) tra un piagnisteo euna minaccia hanno avuto l'ascolto che volevano. 1250Milioni,ne volevano di più, ma meglio questi che niente.
Qesti "MINISAURI"(piccoli sauri che, durante il Giurassico, spigolavano tuto ciò poteva essere da loro divorato) hanno messo in moto le loro lobbi e alla fine l'hanno spuntata. In cambio di cosa? Ma di nulla ,naturalmente, e diche altro?
Quindi, nulla di nuovo per il prossimo anno,tutto resterà come questo che sta per finire.
Le province continueranno a d esserci tutte e ad essere inutili com e sempre, no! Anzi, deleterie. Lauti stipendi a presidenti ,assessorei e consiglieri,consulenze sulle poche attività date ad amici degli amici, edifici scolastici in decadenza e non a norma, Strade con le ebacce che invadono le strade e così via.
I comuni,8100 una enormità di amministrazioni che amminisrtrano i piccolissimi: Sotto i 5000 abitanti che sono 5023 ( 1072 solo in  Piemonte), mentre sono 2385 sono quelli tra i  medi e grandi e solo 14 i grandissimi con più di 250 mila abitanti. Una così fatta poòverizzazione che oltre a non esssere controllabile costituisce un formidabile delta  di risorse disperse in un intreccio di rivoli da mettera paura ad un contabile che si acciongesse al loro conteggio.
Questo apparato amministrativo comunale, residuo medioevale che pèroprio per le sue dimensioni con l'avvento delle tecnologie informatiche, almeno per i 5023 con meno di 5000 abitanti, e passato dalla penna d'oca a quella a sfera, ma ingoia una montagna di danaro e come se non bastasse ora la legge di stabilità assegna un'ulteriore quota di danari di 1250 milioni di € pari a 20€ circa per ogni abitante dell'intero paese ( da spartire tra province e comuni). Per intenderci pero ci si deve chiedere paradossalmente :-Ma se 1250 Mil venisse dati ai comuni in funzione del loro numero di abitanti, quanto riceverebbero e cosa potrebbero fare quelli con meno di 5000 anime con meno di 100 mila € se non fare spese superflue?
Ecco, questa è una delle tante miserie del paese Italia dove le congregazioni come ANAI e UPI sono potentissime e in grado d'instaurare veri e propri ricatti (come abbiamo potuto sentire dai responsabili qualche tempo fa) per soddisfare le amministrazioni ,veri e propri pozzi senza fondo,


16 dicembre 2012

Giu i PIL , su il debito pubblico

Il debito pubblico ha sfondato la solia dei 2000 MLD di Euro ( 2014), ben 71MLD rispoetto all'inizio dell'anno che sta per finire,il che significa 33.080 € procapite,ogni bambino che nasce ha già sulle spalle un così pesante fardello. L'incremento, calcolato sul Pil è pari ad un intorno del 4,5%, se calcolato,invece,al sul Deb. Pub. a inizio anno (1943 MLD) e pari al 3,65%.
Se poi si cobfrontano questi dati con la caduta del PIL, per il 2012, che viene stimta tra il 2,2 e il 2,4, ci si rende conto che, tutti i sacrifici imposti al paese non hanno avuto alcun effetto su quello che, da più parti, è ritenuto il male peggiore della'economia italiana.
Se l'incremento del debito è maggiore della caduta del PIL di 2 punti percentuali, significa che, la ridda di tasse e d'incrementi fiscali subiti dalla nazione,non sono valsi neppure a contenere il Debito Sovrano sul livello pari alla caduta del reddito, quindi, tanti e tali sacrifici a che sono serviti?
Sembra che il nostro paese stia subendo una sorta di maledizione ancestrale che non si riesce ad esorcizzare, ne con provvedimenti di contenimento di costi correnti ( vedasi pensioni sopra i 1400€) che vanno in porto solo a metà (vedasi alti stipendi dei manager della pubblica amministrazione), sia con provvedimenti fiscali (Accise sui carburanti, IMU e quant'altro).
La stragrande maggioranza delle persone di buon senso,all'introduzione dei provvedimenti fiscali, se n'è fatta una ragione di doverli subire a fin di bene, pensando che il male fosse talmente grave da nescessitare una chemioterapia e che se pur pesante era necessaria. Ora però , nonoistante le entrate tributarie siano cresciute del 3,9 %, l'IMPS abbia risparmiato parecchio per i ridotti accessi all'assegno pensionistico, per effetto della riforma Fornero, scopriamo che a fine ottobre la cura non solo non ha sortito alcun effetto, ma che il male  è peggiorato.
Allora urge, guardare da altre parti, per adottare altre misure che non sono difficili da identificare nell'inefficenza della pubblica amministrazione. Nei comuni e nelle province tra le pieghe di quelle burrocrazie si nasondono sprechi , cosulenze e servizi inutili, di proporzioni considerevoli dove una "spending review" seria sarebbe il minimo da fare.
Che dire poi di quelle pensioni scandalose elargite a persone che per godere di un  trattamento pensionistico tanto alto durante la vita lavorativa ha guadagnato stipendi non indifferenti, se non da arricchirsi, certo da tenere i piedi al caldo durante la vecchiaia, chiedere a costoro un contributo consistente, sull'assegno pensionistico, dovrebbe essere doveroso.
Cosa dire poi sull'inefficenza proverbiale della nostra Pubblica Amministrazione. L'avvento della tecnologia dei compiuter invece di ridurre i costi correnti dell'amministrazione dello Stato li ha dilatati. L'indice d'inefficenza dell P.A. e dato tra il 20 e il 25 %, il che significa un esubero di personale almeno pari al 20%. Buon senso vorrebbe che quel personale fosse posto in mobilità a 900€ mensili (come tutti gli altri lavoratori) per produrre  risparmio sulla differenza tra il costo di mobilità e il costo pieno del dipendente.
Sul versante del Debito Pubblico il paese sembra essere in un vicolo cieco dal quale,nonostante gli sforzi, che vanno riconiosciuti, anche il governo Monti, non è riuscito ne a trarlo d'impaccio, ne ad invertirne la tendenza.

marzo       
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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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